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Santoro riunisce attivisti, intellettuali e giornalisti per parlare di pace: evento in teatro e in streaming — Giornalettismo

Il 2 maggio, presso il Teatro Ghione di Roma, le voci a sostegno della non violenza

25 aprile 2022, GIORNALETTISMO

Pronunciare una parola che, in questi ultimi giorni, sembra davvero essere uscita dal nostro vocabolario comune: pace. È il senso dell’evento che si svolgerà al Teatro Ghione di Roma il prossimo 2 maggio, in presenza e in streaming. Il giornalista Michele Santoro riunirà un folto gruppo di attivisti, personaggi del mondo dello spettacolo, accademici, giornalisti per riflettere sulla risposta armata all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’evento, della durata di circa due ore, vedrà alternarsi – sul palcoscenico – alcune delle voci più influenti del pacifismo e della non violenza in Italia. CONTINUA SOTTO

Santoro riunisce le voci che parlano di pace: appuntamento il 2 maggio

Il manifesto ispiratore della serata è stato pubblicato dal quotidiano Avvenire (tra gli ospiti, ci sarà anche il direttore Marco Tarquinio). La premessa è importante: «Noi condanniamo senza se e senza ma l’invasione dell’Ucraina – si legge nelle prime righe dell’appello -. Putin dovrà risponderne al suo popolo e alla Storia. Per porre fine al massacro abbiamo di fronte due strade: affidarsi alla forza delle armi o mobilitarsi con un’azione nonviolenta per una trattativa immediata e una soluzione diplomatica».

L’evento si rende urgente proprio perché, come si legge nel manifesto di convocazione, nell’ultimo periodo la parola “pace” sembra essere stata censurata. Fuori da ogni dibattito pubblico, da ogni confronto mediatico, da ogni tipo di analisi. Sullo sfondo di questo conflitto, poi, si staglia una potenziale minaccia nucleare, il ricorso ad armi distruttive, la concretezza del dolore e della sofferenza delle morti a cui quotidianamente assistiamo.

Saranno queste le riflessioni che uniranno – come detto – personaggi del mondo dell’attivismo politico (nell’elenco pubblicato da Avvenire ci sono i nomi di Luciana Castellina, Emily Clancy, Sara Diena, Jasmine Cristallo), dell’impegno umanitario (Cecilia Strada), del mondo dello spettacolo (da Fiorella Mannoia a Elio Germano, passando per Sabrina Guzzanti, Ascanio Celestini, Vauro e Moni Ovadia), del pacifismo cattolico (Marco Tarquinio, appunto, e don Fabio Corazzina), del mondo accademico (Tomaso Montanari, Donatella di Cesare).

«Per i media non c’è alternativa alla guerra, che rappresentano come uno scontro tra buoni e cattivi, dove la somma degli orrori cancella il “chi, dove, come, quando e perché” – continua il manifesto -. Il sangue delle vittime deve chiamare altro sangue per giustificare la necessità di una sconfitta definitiva dell’aggressore. È ora di dire basta alle armi e di agire in maniera nonviolenta, a partire dall’accoglienza dei profughi di ogni guerra. Creiamo una comunità determinata a far sentire la propria voce».

FONTE: Giornalettismo

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