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Paolo Virzì: “Ho paura dei 5 Stelle, hanno augurato la morte a me e ai miei figli” [HuffPost]

Il regista ricorda di essere stato messo nel mirino dopo dichiarazioni su Nogarin: “Una cosa così violenta non mi era mai successa”

Photo: TIZIANA FABI/AFP/Getty Images

“Io ho paura. Sono un cacasotto, un fifone. Una volta rilasciai una battutina sul sindaco di Livorno e sul blog di Grillo fui messo come “regista del giorno”. Non è mai successo a nessun regista. E lì sotto, nello sputificio, augurarono la morte a me e ai miei figli. Lì mi impressionai. Una cosa così violenta non mi era mai successa, ero stato per tanti anni critico verso il regime berlusconiano. Ma una cosa così non mi era mai successa”.

Così il regista Paolo Virzì parla del Movimento 5 Stelle, spiegando che al suo interno “c’è qualcosa di incivile, di violento e di inaccettabile, che non fa parte della dialettica e allora mi sottraggo. Non sono un eroe, mi tiro indietro. Ci sono aspetti buffi su cui ridere, di questo italiano medio. I 5 Stelle erano una cosa in passato, ora stanno diventando “oriettabertiani”, più democristiani, più mainstream, più italiano medio appunto. Dicono: “dateci il nostro reddito”, cioè l’assistenzialismo, quello che sognavano i nostri nonni. Il posto fisso non si può più? E allora datemi un sussidio. Monicelli se fosse vivo si eserciterebbe. Io non so se sono così bravo come Mario. La violenza mi fa venire voglia di fare un passo indietro. Purtroppo noi siamo un paese millenarista che crede a padre Pio quindi ora stiamo credendo a questo nuovo miracolo del reddito di cittadinanza che credo vincerà. Ci prepariamo a una stagione da narrare, speriamo però che non ci sia la violenza”.

Ed ancora: “Marco Travaglio che dice che vota Grillo perchè almeno lui non ruba, dice una banalità pericolosissima perchè tipica del qualunquista medio un po’ fascistoide. Abbiamo bisogno di un ceto dirigente. E non con i vip e i registi. Se metti me a prendere decisioni sul paese faccio danni devastanti. Non fanno tutti schifo però. Un bravo politico è come un professore che in classe riesce a capire il punto di equilibrio per far andare d’accordo le persone, per limitare i danni. Servirebbe pazienza, invece è il momento della predicazione violenta. Pazienza e responsabilità, ecco le due parole chiave”.

Fonte: HuffPost, 18/01/2018

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6 risposte »

  1. e chi ha pazienza e responsabilita’-parola grossa-fra tutti questi? me lo dicano, me lo dica il regista che sicuramente non ha i miei di problemi:un tetto, la pappa, la farmacia, che dopo avere studiato x una vita e lavorato studiando, dopo tanti contratti fasulli mi ritrovo con lapensione sociale?! mi dica x chi devo votare, xche’ io non lo so piu’.

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  2. Bravo Virzì, meglio la tranquillità di un Renzi o Berlusconi (che poi è lo stesso), meglio sopratutto per chi non ha problemi ad arrivare alla fine del mese.

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  3. caro Virzì sei bravissimo come regista ed ho apprezzato tutti i tuoi film a parte l’ultimo che ho ancora da vedere, ma ti consiglio di astenerti da dare giudizi politici, per i quali non sei tagliato, se poi tu riuscissi a scrollarti di dosso anche il PD faresti una bella cosa.

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