intervista

Vauro: “Dovevano morire dei vignettisti perché si scoprisse la libertà di satira” – INTERVISTA

LA VERSIONE DI VAURO: DOVEVANO MORIRE DEI VIGNETTISTI PERCHÉ SI SCOPRISSE LA LIBERTÀ DI SATIRA” – “MAI ATTACCATO IN PASSATO ‘’CHARLIE HEBDO’’, COME SCRIVE PIGI BATTISTA – “SIAMO IN GUERRA, MA PERCHÉ FACCIAMO LE GUERRE. QUESTI MOSTRI LI ABBIAMO CREATI NOI’’

09.01.2015 – Colloquio con Vauro Senesi di Francesco Bonazzi per Dagospia

Vauro, insospettabile censore, oggi sul Corriere Pigi Battista la accusa di aver bocciato come “provocatorie”, nel 2006, alcune vignette sull’Islam di “Charlie Hebdo”

“Nel pezzo che mi si rinfaccia non è citato Charlie. Ma a scanso di equivoci l’ho appena messo sulla mia pagina Facebook perché penso tutto quello che avevo scritto allora (il testo è allegato a questa intervista, ndr). Oltre a tutto, proprio mentre parliamo, mi sono appena arrivati i ringraziamenti del settimanale francese, inviati a tutti i vignettisti che si sono mobilitati”.

Leggiamoli per rassicurare Battista…

“Caro cartoonist, caro amico, grazie mille per i tuoi messaggi e le tue vignette…”. Inizia così. Ma posso dire una cosa sulla censura?”

Prego

“Quando il Corriere mi censurò una vignetta su Berlusconi con le donnine nell’armadio al posto degli scheletri non mi ricordo che Battista si sia indignato molto. Anzi, mi ricordo suoi articoli sulla vicenda della vignetta su Fiamma Nirenstein”

Com’era?

“Visto che la Nirenstein si candidava in lista con Alessandra Mussolini e Giuseppe Ciarrapico, proprio lei, baluardo dell’ebraismo, la raffigurai sul Manifesto con addosso i simboli fascisti, di Forza Italia e la stella di Davide, con la scritta “mostri elettorali” e il nomignolo “Fiamma Frankestein”. La parola “mostro” ovviamente era riferita a questo mettere insieme pezzi inconciliabili”.

Una cosetta leggera…

“No, ma il fatto è che sul “Riformista” Polito e Caldarola scrissero che io definivo Fiamma Nirenstein “sporca ebrea”. E’ stata una delle poche volte che ho presentato querela per diffamazione e l’ho recentemente vinta in Cassazione. Nel frattempo Battista scriveva sul Corriere che io ero antisemita e che la satira doveva avere dei limiti. Quando vinsi la causa in primo grado Battista scrisse addirittura che avevo potere sulla magistratura. Quando anche la Cassazione mi ha dato ragione, non ha detto più nulla”.

Ci sono limiti per la satira?

“La satira deve avere dei limiti perché deve superarli continuamente”

Ma ora sono tutti per la satira, in Italia. Avete tanti amici…

“Ora che i vignettisti sono morti fanno a gara a pubblicarne le vignette, ma non c’è un giornale italiano che avrebbe pubblicato anche la più innocua vignetta politica di Charlie, Maometto a parte. Questa a cui stiamo assistendo è la fiera della ruffianeria italica. Dovevano morire dei vignettisti perché in questo Paese si scoprisse la libertà di satira”.

Oggi Travaglio ricorda sul Fatto Quotidiano che tutti questi grandi amici della satira senza confini tengono Daniele Luttazzi fuori dalla tv da 13 anni.

“Hanno distrutto la satira? No, perché la si continua a fare, ma l’elenco delle censure dirette e indirette è infinito. Ci hanno provato, a distruggerla. Ma chi fa satira non chiede permesso e la fa. E quando viene censurato non si strappa la vesti, ma fa di questa censura un nuovo elemento per superare i limiti”.

Cos’è per lei la satira? Dopo una strage di vignettisti politicamente scorretti forse è il caso di ricordarlo

“La satira è allegria, non dimentichiamolo. Anche in questi giorni. A volte è allegria disperata perché deve nascere dall’ostinazione. C’è una frase di Majakovskij che dice: il mondo non è stato attrezzato per l’allegria, la gioia va strappata a viva forza”.

Allegria? Ma non siamo di fronte al famigerato “scontro di civiltà”? Non siamo in guerra, come sostengono alcuni?

“Siamo in guerra, ma perché facciamo le guerre. Siamo in guerra perché abbiamo accettato la guerra nei nostri parametri. Questi mostri li abbiamo creati noi. Ci sono poteri forti, finanziari ed economici, che hanno bisogno che ci siano dei nemici”.

Non crede neppure alla guerra di religioni?

“Come possiamo credere alla guerra di religione quando l’Islam sta ammazzando più musulmani che altro? Davvero pensavamo di fare guerre in mezzo mondo e che queste rimanessero circoscritte? Continuiamo con la stessa ricetta e avremo sempre più morti”.

Pacifista anche il giorno dopo la strage?

“Certo. Con la caduta del Muro di Berlino ci avevano detto che ci sarebbe stata più libertà per tutti. Abbiamo invece la metastasi delle guerre e lo dice anche il Papa. Ogni guerra che abbiamo intrapreso pensando di circoscriverla a un’area, dall’Afghanistan alla Libia, è diventato un focolaio, un tumore. Aveva ragione Emergency quando diceva, qualche anno fa, “Fuori la guerra dall’Italia”. Ci si contagia. Non esistono guerre lontane. Le guerre sono sempre vicine e sono dentro chi le fa”.

Fonte: Dagospia, 9 gennaio 2015

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