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NON IN MIO NOME, di Michele Santoro

NON IN MIO NOME — di Michele Santoro

5 aprile 2022

Io non odio nessuno. Tantomeno chi la pensa diversamente da me. Ma quali sarebbero i miei “pregiudizi ideologici”? Il comunismo? E Putin è un comunista? Non era Hitler? Cerchiamo di parlare chiaro, di essere espliciti e di non usare le parole come pallottole. Enrico Letta, per esempio, non mi ha ritenuto degno di ricevere una lettera e ha affidato la sua missiva a Corrado Formigli. Un leader non si comporta in questo modo. Poteva usarmi per fugare i dubbi di centinaia di migliaia di persone, invece non ha risposto a nessuna delle obiezioni che avevo mosso.

Ho definito l’invasione un atto imperdonabile di cui Putin porterà per sempre la responsabilità davanti al suo popolo e alla Storia; e mi auguro che un giorno ci sia finalmente un tribunale per giudicare i criminali di guerra, si chiamino Putin o Bush.

Aldo Cazzullo ha scritto sul “Corriere della Sera” che Bush è diverso da Putin perché è stato eletto democraticamente. Quindi né Bush né Hitler potrebbero essere considerati criminali di guerra.

La condanna dell’invasione è fuori discussione. La solidarietà al popolo aggredito pure, in tutte le forme possibili. Escluso le armi. I partigiani non c’entrano. Sono a confronto due nazionalismi, due Stati e due eserciti, che non sono nostri alleati e che non fanno parte dell’Unione Europea. La nostra Costituzione ci vieta di entrare in guerra in queste circostanze; ammesso che la Costituzione conti ancora qualcosa. Il segretario del PD mi attribuisce la volontà di vedere gli ucraini in ginocchio, di pretenderne la resa e ritiene che io apprezzi il regime di Putin che ammazza i giornalisti, i dissidenti e perseguita i gay. Non capisco da dove tragga questa sua convinzione, da quale dichiarazione, da quale trasmissione che io abbia fatto in oltre quaranta anni di attività.

Mi sarei aspettato da lui qualcosa di più di una lezioncina di morale tratta dal catechismo da quattro soldi al quale si ispirano uniformemente i telegiornali del Servizio Pubblico, un film dell’orrore continuo senza chi, dove, come, quando e perché. Ci hanno pensato e ci pensano già gli americani a rifornire gli ucraini di armi per resistere. Noi dovremmo impegnare tutti i nostri sforzi per una soluzione diplomatica, costringere Biden a portare Putin al tavolo delle trattative. Cosa intende fare, invece, il PD sulla Guerra, sulla Europa e sulla Rai? Il riarmo della Germania non lo preoccupa visto che non si parla di esercito europeo? Il Servizio Pubblico dovrebbe affrontare queste domande, produrre notizie e non solo emozioni, scenari futuri e spiegazioni sull’atteggiamento dei popoli che non condividono il nostro modo di vedere le cose: Cina, India, Brasile, Pakistan, Turchia, Sudafrica, Israele. Perché ungheresi e serbi hanno votato per candidati filorussi? Letta pensa che tutti questi paesi non siano abbastanza democratici, non assomigliano all’Italia dove il suo partito governa senza aver vinto elezioni. Pensa anche che mai come oggi in Rai le voci dissenzienti siano state così “squillanti”. Invece hanno fatto un deserto, approfittando dell’emergenza, e l’hanno chiamato obiettività. Sono andato in giro come la madonna pellegrina per raccogliere voti contro Berlusconi e sono al potere politici e tecnici meno potenti del Cavaliere ma che non sono diversi da lui. Censurano, favoriscono, emarginano. In Russia non c’è libertà, è vero; e in Ucraina c’è? Avete sentito una sola voce in contrasto con Zelensky? La risposta per gli ucraini è che sono in guerra, invece i russi no?

Veniamo a Bucha. Non ho mai detto che non ci sono stati massacri e che i morti sono finti. Ho mostrato un video ufficiale pubblicato sul sito della Polizia Ucraina, con la Milizia Ucraina che entra a Bucha. Non si vedono i morti dell’autostrada né quelli della fossa comune; eppure si levano i droni ed è impossibile che non li abbiano ripresi. Ho detto che non c’erano? No. Ho chiesto come mai non ce li hanno fatti vedere. Forse si doveva aspettare il momento giusto per montare un nuovo episodio del film dell’orrore, con la sequenza della camera di tortura che non era pronta, e le foto con le facce asiatiche dei soldati russi assassini ancora da stampare.

I crimini di guerra, lo ricordo agli indignati, richiedono documentazione indipendente, prove, circostanze dettagliate; non basta per punire i responsabili dire che “tanto i morti sono morti”. Per esempio si parla di stupri da settimane. A sentire i tg dovrebbero essere centinaia. “Human Rights Watch” ne ha accertato uno. Provate a chiedere ai vostri amici: “Quanti morti c’erano nella fossa comune di Bucha?” Io ci ho provato. Qualcuno mi ha detto molte decine, qualcuno addirittura centinaia. Scrive l’inviato di Repubblica, giornale belligerante: “La fossa è aperta e si vedono emergere ammassate le borse che contengono i cadaveri di circa otto persone”. Circa? Michele Serra scrive che “le prove sono evidenti, dunque non possiamo restare a guardare”. Non si pone il problema che forse sono in corso due guerre, una tra gli eserciti e una civile, che si sviluppa con rappresaglie, vendette, fucilazioni, torture, esecuzioni. Non attribuibili a una parte sola. Che ci fanno uno accanto all’altro un morto con le mani legate e un vecchio con la sua busta di patate? Io non lo so; ma vorrei saperlo. Alcuni di voi, invece, pensano che conosciamo già tutto. Uno scrittore che amo, Paolo Giordano, giudica quelli come me, i pacifisti contrari all’invio di armi, “complessisti”. Siamo quelli che cercano inutilmente le cause di tanto orrore e si rifugiano dietro l’affermazione: “Qualsiasi guerra produce crimini contro l’umanità. Anzi, la guerra è un crimine contro l’umanità”. Proprio così. Lo stesso Giordano è costretto ad ammettere: “Certo che lo è”. Ma poi ci chiede conto di Bucha. Come la mettiamo noi pacifisti con Bucha? Una domanda che si dovrebbero porre tutti, anche coloro che la rivolgono a noi. Interrogassero la loro coscienza, come noi interroghiamo la nostra, immaginassero le conseguenze dei loro gesti e delle loro parole, l’escalation delle armi e dei morti che coerentemente deriva dalla loro indignazione senza se e senza ma. Vogliono arrivare a Mosca, deporre Putin, usare missili a media gittata, rischiare una risposta con armi nucleari tattiche e decine di milioni di morti? Lo facciano. Ma non in mio nome. Per ogni cosa che dico e scrivo sento il peso della mia responsabilità personale. Chi vuole più guerra si assuma le sue; cominci a pensare che Putin porta la colpa di questa guerra, ma in tutti questi cadaveri ci sono anche le pallottole che l’Italia ha mandato.

Michele Santoro, 5 aprile 2022 [FONTE]

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3 risposte »

  1. Mah. michele santoro ha fatto per anni “informazione ” di parte. silvio aveva la sola colpa di non essere “di sinistra”, anche se col centrosinistra si è sempre tenuto per mano. Ora santoro fa la morale a enrico letta. Boh. Io non posso neanche vederlo, enrico letta, dato che ha votato la fornero (letta NON è di sinistra, ovviamente) , però santoro che fa la lezioncina a letta fa sorridere. letta e il piddì sono in konfusione, come sempre. Come santoro. Come sempre. …pensare che io sono ideologicamente di sinistra… …ma in itaGlia, la sinistra non c’è. Non quella di Giuseppe Bottazzi e di Don Camillo.

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    • Signor Santoro mi permetta di mettere in dubbio quanto Lei afferma. Le immagini strazianti delle fosse comuni e dei civili giustiziati arrivate da Bucha, cittadina a nord di Kiev liberata dagli ucraini, sarebbero le “prove di crimini di guerra commessi dall’esercito russo” secondo l’ong Human Rights Watch. Il rapporto di Human Rights Watch si basa su una serie di interviste con testimoni oculari, vittime e residenti locali dei territori occupati dalla Russia tra il 27 febbraio e il 14 marzo. Documenta con agghiaccianti dettagli numerosi casi di violazioni dei trattati internazionali sulla guerra, compresi stupri, uccisioni sommarie e numerosi altri episodi di violenza e minacce contro i civili. “I casi che abbiamo documentato rappresentano crudeltà e violenza indicibili e deliberate contro i civili ucraini”, ha affermato Hugh Williamson, direttore della divisione Europa e Asia centrale di Human Rights Watch. La brutalità delle scene è confermata anche da alcuni dei resoconti contenuti nel rapporto: un testimone oculare della città di Bucha ha descritto un’esecuzione lì all’inizio di marzo, in cui i soldati russi hanno costretto cinque uomini a inginocchiarsi sul ciglio della strada e a tirarsi la maglietta sopra la testa prima di spararne uno alla nuca. In un altro caso, una donna di 31 anni ha affermato di essere stata picchiata e violentata ripetutamente da un soldato russo in una scuola locale a Kharkiv, dove si era rifugiata con la sua famiglia. “Sono fortunata ad essere viva”, ha detto. “I casi che abbiamo documentato sono corroborati da queste recenti accuse”, ha affermato Yulia Gorbunova, autrice del rapporto Human Rights Watch, riferendosi ai recenti rapporti che circolano da Bucha. “Quello che sta emergendo ora, se confermato fornisce un’indicazione della portata di queste atrocità”. Se non ci crede, signor Santoro si informi. Bush ha invaso l’Iraq in una guerra sciagurata e senza la cosiddetta pistola fumante; non so se la guerra di Bush abbia fatto più vittime o meno vittime del regime del dittatore Saddam Hussein (tra cui circa 8 anni di guerra con l’Iran, la gasificazione dei Curdi, l’invasione del Kuwait, ecc, ecc); in ogni caso sarebbe una macabra contabilità. Putin ha invaso mica solo l’ Ucraina, pure la Cecenia, Georgia, la Crimea (ha mai sentito parlare dei Tatari di Crimea e a quale sorte sono stati destinati da Stalin, dell’ Holomodor e degli “omini verdi” che operano pure nel Donbass, almeno secondo Amnesty International). Putin é intervento in Siria a sostegno del dittatore Assad; é intervenuto contro l’Armeni nel Nagorno Karabaq, occupa a tempo indeterminato l’ Ossezia; ha sostenuto colpi di stato (o li chiami come le pare) nelle repubbliche centro asiatiche, tutte sotto il suo (o della Cina) diretto controllo. Lei parla di criminali di guerra come Putin e Bush, ma basta dare un occhiata al Mondo per rendersi conto che ce ne sono diversi altri, a cominciare da Erdogan; provi a dare un’occhiata all’Africa e all’Asia. Secondo Amnesty International praticamente non c’é nessun paese (Italia compresa) che rispetti i diritti umani; forse l’Islanda e quasi quasi Taiwan. Lei dice che Hitler é stato eletto democraticamente; mi sembra stiracchiare parecchio la Storia. Hitler fu nominato dal presidente Hindenburg nel gennaio 1933 Cancelliere in un gabinetto che comprendeva solamente tre nazisti e che non si presentò mai in parlamento, né mai ne ricevette la fiducia; anche nelle successive elezioni del 1934 il Partito Nazista non ottenne la maggioranza, ma Hitler approfitto dell’ Incendio del Reichstag per assumere “pieni poteri”. Anche Mussolini divenne Presidente del Consiglio mediante un colpo di Stato avvallato dal Re. Lei esprime solidarietà al popolo aggredito in tutte le “forme possibili”, escluse le armi; potrei essere d’accordo, ma potrebbe specificarmi quali sono “tutte le forme possibili di solidarietà”, dato che ogni trattativa farsa si é sempre conclusa con la frase del ministro Lavrov: “l’operazione militare speciale proseguirà fino al raggiungimento degli obiettivi stabiliti”. Lei dice che i partigiani non c’entrano; se si riferisce all’attuale ANPI sono d’accordo, non centrano proprio, ma se si riferisce ai veri partigiani che, come mio padre, combatterono per circa 2 anni contro l’ invasore nazista e i suoi fantocci fascisti, utilizzando pure le armi paracadutate dai malvagi americani, allora no, non sono d’accordo e così come i malvagi americani fornirono armi ai partigiani italiani (e pure alla Russia) ritengo giusto e necessario fornire armi ai resistenti ucraini contro il brutale invasore russo. L’articolo 11 della Costituzione recita così: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo” E qui per favore non tiriamo in ballo l’ONU dove tutt’ora USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito hanno il diritto di veto per cui l’ONU é immobilizzata e poi quanti sono i paesi aderenti all’ONU che ne rispettano lo Statuto (o Carta)? Lei critica il Servizio Pubblico (immagino intenda la RAI, però non nomina le reti Mediaset, ne La7 dove Travaglio la fa da padrone. A me fanno schifo tutte le TV, non solo la RAI. E mi permetta, forse ricordo male, ma non mi viene in mente nessuna sua critica quando la RAI era totalmente lottizzata da Lega e M5S (forse é solo perché non mi ricordo). Lei, mi sembra di avere capito (mi scusi e mi corregga se sbaglio) considera “abbastanza democratici” La Cina di Xi Jinping, l’India di Modi, il Brasile di Bolsonaro, il Pakistan di Imran Khan, la Turchia di Erdogan, Israele di Naftali Bennett che non fa altro che continuare le politiche repressive sui palestinesi di Benjamin Netanyahu. Chiamiamole, se vuole “opinioni”, sue rispettabilissime opinioni che io non condivido affatto. Quanto alle “micidiali armi inviate dall’ Italia all’ Ucraina sono vecchi missili Stinger terra aria, utili contro minacce aeree a bassa quota, vecchi missili anticarro Milan a media portata, dismessi dall’esercito italiano e che per essere utilizzati richiedono per lo meno un “certo addestramento”; mitragliatrici MG, versione aggiornata (circa nel 2000) dell’ arma del terzo Reich che si vede in tutti i film della II guerra mondiale in Europa, vecchi mortai da 120 mm, pure quelli risalenti al dopoguerra; tutte armi che gli ucraini, provando a utilizzarle, hanno definito vecchie e obsolete. In realtà l’ Italia aveva già fornito ai Russi (e non mi ricordo che Lei abbia avuto niente in contrario) 358 blindati Lince che i russi avevano preferito ai modelli di produzione interna e che sono stati pure nella devastazione della Siria in appoggio al dittatore Assad. Distinti saluti a Lei, al signor Senesi e al proff.re Orsini. Ha stato la Nato.

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