In Italia i rider si stanno facendo giustizia a forza di sentenze. A Milano è in corso un procedimento penale per caporalato guidato dalla CGIL contro UberEats, e sempre la procura meneghina ha chiesto lo scorso febbraio una multa di oltre 700 milioni alle aziende di delivery, oltre all’assunzione di 60.000 fattorini.
Ieri è arrivata un’altra doccia fredda per le aziende di delivery, una vittoria per i 10 lavoratori che avevano portato avanti la causa sempre contro UberEats. Il tribunale del lavoro di Torino ha stabilito che i rider hanno diritto al riconoscimento di lavoratori dipendenti. Non solo: l’azienda dovrà versare a ogni lavoratore la retribuzione e le indennità per tutto il periodo di lavoro svolto sinora.
La categoria, dopo l’esplosione del food delivery in Italia e in particolare durante la pandemia, è diventata il simbolo delle rivendicazioni dei diritti sul lavoro, soprattutto nell’ambito della gig economy. Il processo di sindacalizzazione dei fattorini “imprenditori di loro stessi” è stato lungo e faticosissimo. Per motivi innanzitutto culturali: l’estrazione sociale, le differenze generazionali e di chi è occupato sono molto varie. La segregazione occupazionale è evidente, in un settore che richiede conoscenza e uso della lingua limitati o nulli.
Come se non bastasse, le aziende riunite in Assodelivery avevano puntato su un accordo con un cosiddetto “sindacato giallo”, ovvero controllato in maniera indiretta dalle imprese, l’ANAR. Nato nel 2019 e controllato da UGL (Unione Generale del Lavoro, sindacato storicamente legato a MSI e in tempi più recenti alla Lega – l’ex sottosegretario Durigon ne è stato un importante dirigente), nel settembre 2020 firmava un accordo che sostanzialmente “legalizzava” il cottimo. ANAR, ovviamente, non rappresentava i rider ma, nonostante ciò, intorno a quest’accordo si è formato il modello attuale di impiego. Contro di esso a Bologna è attiva da una class action, guidata sempre da CGIL.
Al momento, delle principali, solo JustEat assume i propri fattorini come dipendenti, pagati in linea con i 10 euro netti l’ora stabiliti dal contratto nazionale per i fattorini.”
facebook.com/LeggiScomodo
Leggiscomodo.org
TUTTE LE ULTIME VIGNETTE DI VAURO 👇
È inutile che insisti… (Il Fatto, 6 gen 2026)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
Continua a leggere È inutile che insisti… (Il Fatto, 6 gen 2026)
Un gesto di Pace (4 gen 2026)
La nuova vignetta di Vauro
Arriva l’anno nuovo (31 dic 2025)
La nuova vignetta di Vauro
Sta arrivando l’anno nuovo (Il Fatto, 27 dic 2025)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
Continua a leggere Sta arrivando l’anno nuovo (Il Fatto, 27 dic 2025)
Caso Epstein (Il Fatto, 23 dic 2025)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
La striscia su Gaza (Il Fatto, 18 dic 2025)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
Continua a leggere La striscia su Gaza (Il Fatto, 18 dic 2025)
Il buco nero (Il Fatto, 13 dic 2025)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
Media (Il Fatto, 9 dic 2025)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
Proteste giovanili in Africa (Nigrizia, dec 2025)
La nuova vignette di Vauro per il mensile Nigrizia
Continua a leggere Proteste giovanili in Africa (Nigrizia, dec 2025)
L’UE ribadisce… (Il Fatto, 4 dic 2025)
Le vignette di Vauro | In edicola con Il Fatto Quotidiano
Gaza, piove sul bagnato (28 nov 2025)
La nuova vignetta di Vauro
Ultimi articoli pubblicati


