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Migranti. Papa Francesco a Mediterranea: «Contate su di me» — Avvenire


Mentre in mare vengono ostacolate le missioni di salvataggio, il Pontefice scrive a “Mediterranea”: «Grazie per tutto quello che fate. Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre»

10.04.2020 AVVENIRE, di Nello Scavo

Vauro, 2013

«Grazie per tutto quello che fate. Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me». Ha risposto così papa Francesco alla lettera ricevuta giovedì da Mediterranea Saving Humans, la piattaforma per il salvataggio di migranti nel Mediterraneo.
A firmare la missiva era stato il capomissione Luca Casarini, dopo le ultime notizie dalla Libia. E ieri mattina papa Francesco ha fatto arrivare la sua risposta, scritta di suo pugno, per incoraggiare i volontari delle missioni umanitarie nel Mediterraneo.
Nella lettera, a nome di tutti i componenti dell’organizzazione, Casarini aveva manifestato l’amarezza per tutti gli ostacoli posti alle navi umanitarie, ma soprattutto per l’aggravarsi delle condizioni di migliaia di persone nei campi di prigionia in Libia e negli accampamenti in Grecia, dove ore incombe la minaccia del Coronavirus.

«In questi giorni terribili penso a che cosa facciamo in mare e che cosa proviamo quando abbiamo il privilegio di poter salvare dalla morte i nostri fratelli e sorelle migranti, mentre il mondo aveva la testa girata dall’altra parte», si legge nel testo del capomissione di “Rescuemed”. Con un pensiero proprio alla pandemia che «costringe tutti oggi a fare i conti con la lotta per la vita, a chiedere aiuto agli altri per salvarsi».
E papa Francesco risponde con parole di affetto e gratitudine: «Luca, caro fratello, grazie tante per la tua lettera», e per «la pietà umana che hai davanti a tanti dolori. Grazie per la tua testimonianza, che a me fa tanto bene». Salvando i profughi dall’imminente annegamento, Casarini (indagato e poi prosciolto insieme al comandante Pietro Marrone) aveva confidato al Pontefice di avere «sempre avuto la sensazione che stessimo salvando noi stessi, che erano in realtà quegli uomini, donne e bambini indifesi che stavano salvando noi. Oggi tutto è chiaro, trasparente come l’acqua di quel mare Mediterraneo che vogliamo immaginare come il “Grande Lago di Tiberiade”» .
Mediterranea sin dalle prime operazioni con la nave Mare Jonio aveva chiesto di avere un cappellano, indicato poi da diversi vescovi, tra cui Corrado Lorefice (Palermo), Erio Castellucci (Modena) e il cardinale Matteo Zuppi (Bologna) nel giovane don Mattia Ferrari. Da allora sono seguiti molti incontri con numerosi presuli italiani e stranieri, tra cui il cardinale Francesco Montenegro, il vicepresidente della Cei monsignor Antonino Raspanti, il cardinale Jean Claude Hollerich (presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea), Giovanni Ricchiuti (presidente di Pax Christi Italia), il cardinale Luis Antonio Tagle (prefetto della Congregazione di Propaganda Fide) e il cardinale Michael Czerny, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero Vaticano per lo Sviluppo umano integrale.
Un cammino che in questi anni ha coinvolto parrocchie, movimenti ed associazioni cattoliche nel sostegno delle operazioni di soccorso e per l’apertura di corridoi umanitari.
A inizio dicembre Papa Francesco aveva compiuto un gesto inatteso. Nell’accesso al Palazzo Apostolico dal Cortile del Belvedere, aveva fatto apporre una croce, realizzata con acqua di mare, con un giubbotto salvagente come simbolo dei tanti morti senza nome annegati nel Mediterraneo. La croce era stata realizzata e donata al Pontefice proprio da Mediterranea. Il salvagente era stato recuperato in mare il 3 luglio 2019 dalla barca a vela Alex, poi sequestrata sulla base dei decreti sicurezza ancora in vigore, e infine riconsegnata al termine dell’indagine allo skipper Tommy Stella e all’equipaggio di mediterranea. «Ho deciso di esporre qui questo giubbotto salvagente, “Crocifisso”su questa croce, per ricordarci – aveva detto Papa Francesco – che dobbiamo tenere aperti gli occhi, tenere aperto il cuore, per ricordare a tutti l’impegno imprescindibile di salvare ogni vita umana, un dovere morale che unisce credenti e non credenti». Parole riassunte ieri in quel rinnovato: «Contate su di me».

IL TESTO DEL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO

+ IHS

10.04.2010
Luca, caro fratello, grazie tante per la tua lettera che mi ha portato Michael.
Grazie per la pietà umana che hai davanti a tanti dolori. Grazie per la tua testimonianza, che a me fa tanto bene.
Sono vicino a te a ai tuoi compagni. Grazie per tutto quello che fate. Vorrei dirVi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me. Ti auguro una santa Pasqua. Prego per Voi, per favore, fatelo per me.
Che il Signore Vi benedica e la Madonna Vi custodisca. Fraternalmente,
Francesco

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