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Vauro torna all’attacco: “Caso Cucchi, Salvini chieda scusa” — Il Giornale

13 Aprile 2019

Nel suo appuntamento settimanale sul sito di Michele Santoro, Vauro è stato autore di un pezzo satirico in cui ha immaginato Salvini chiedere scusa alla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria. “Ma è solo un sogno. E l’incubo è appena cominciato”.

di Gianni Carotenuto

All’attacco di Matteo Salvini. Ancora una volta. Dallo spazio virtuale della sua rubrica sul sito di Michele Santoro, Vauro mette di nuovo nel mirino il ministro dell’Interno. Lo fa con un monologo nel quale immagina di vedere un video, pubblicato sulla pagina Facebook del segretario della Lega, dove Salvini indossa un “umile saio da penitente” per chiedere scusa a Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi, morto a Roma il 22 ottobre 2009 mentre era sottoposto a custodia cautelare.

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Lo sketch satirico del vignettista del Fatto arriva a pochi giorni dalle rivelazioni di Francesco Tedesco, il carabiniere che ha raccontato in tribunale le violenze – schiaffi, spintoni e calci in faccia – subìte dal geometra romano per mano di altri due agenti dell’Arma, accusati con Tedesco di omicidio preterintenzionale.

Il sogno di Vauro

“Edificante e commovente, il video pubblicato sulla sua pagina Facebook dal ministro dell’Interno”. Inizia così il monologo di Vauro dedicato a Matteo Salvini, uno sketch dove il vignettista racconta una scena che è frutto della sua immaginazione. Un sogno dove Salvini “dà una lezione di umanità e dignità. Lo vediamo togliersi con gesti lenti e misurati il giaccone della polizia, mentre la felpa con la scritta ‘spianiamo i campi rom’ non se la toglie”, ironizza Vauro. Che continua: “Ma lo slogan si vede solo per un breve momento, giusto il tempo di venire coperto dall’umile saio da penitente che il ministro si mette addosso, sempre con gesti lenti e misurati”. Poi, all’improvviso, ecco irrompere una musica.

“Le note gravi e solenni di un canto gregoriano vengono spezzate da una voce femminile ‘Matteo che ti sei di nuovo imbambolato? Te l’ho detto che tutta quella Nutella t’intasa le vene e poi un t’arriva più il sangue al cervello. Guarda nini che io un ti voglio mica fare da badante. Continua così e vedi se io un torno dal mi babbo Denis!'”.

Chiaro il riferimento alla figlia dell’ex senatore Verdini, Francesca, attuale compagna del segretario leghista. Dopo di che il racconto di Vauro va al dunque. “L’incappucciato ha un breve sussulto. Poi emette un verso gutturale. Pare un rutto ma… no, no non è un rutto, è un singhiozzo strozzato. All’inizio riesce solo a balbettarle ma poi prende coraggio e si fanno più nitide: ‘Chiedo scusa’. Per sottolineare la sincerità del proprio pentimento, afferra un posacenere fuori campo e se ne rovescia il contenuto sul capo. ‘Chiedo scusa. Perdonami. Non posso vivere con il peso di questa mia colpa. Perdonami Ilaria ti prego, chiedo scusa’”. Ma quello di Vauro era solo un sogno. “Cerco di capire di cosa si dovrebbe scusare Salvini. Sì mi torna alla mente una sua frase di qualche anno fa: ‘Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo'”, le parole messe in bocca a Salvini. Le stesse parole che il vicepremier ha detto di non avere mai pronunciato, annunciando querela nei confronti del Pd. “Il sogno è finito, e l’incubo è appena cominciato”, la chiusura di Vauro.

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