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32 anni fa il disastro di Chernobyl: “Bambini tra guerra e malattia” la testimonianza di Vauro

Bambini tra guerra e malattia, alla Gil la testimonianza del vignettista Vauro Senesi

Adelmo Di Lembo, Damiano Rizzi e Vauro Senesi

L’impegno di ‘Soleterre’ e ‘Solidarietà senza confini’ in Ucraina

MOLISE TABLOID – Confronto sul mondo del volontariato nell’auditorium della Fondazione Molise Cultura, dove in occasione dell’evento promosso dal Csv Molise dal titolo ‘Vivere tra le macerie’ era presente sul palco come ospite speciale il vignettista Vauro Senesi, protagonista nei programmi televisivi condotti da Michele Santoro. L’associazione Solidarietà senza confini ha inteso promuovere questa giornata per accendere un focus sulle condizioni di vita dei bambini ucraini, a 32 anni dal disastro di Chernobyl. Era il 26 aprile 1986 quando esplose il reattore della centrale nucleare della città posta a nord di Kiev, nell’Ucraina settentrionale, che all’epoca faceva parte dell’Unione Sovietica. La nube radioattiva che si sviluppò investì tutta l’Europa provocando una serie di gravi malformazioni genetiche nella popolazione.

Ad aprire i lavori il presidente dell’associazione Adelmo Di Lembo per illustrare la mission di ‘Solidarietà senza confini’ e l’esperienza dell’accoglienza fatta insieme a Soleterre, la fondazione onlus che lavora per il riconoscimento e l’applicazione del diritto alla salute nel suo significato più ampio. L’organismo infatti fornisce cure e assistenza medica, si impegna per la salvaguardia e la promozione del benessere psico-fisico per tutte e tutti, a livello individuale e collettivo, ad ogni età e in ogni parte del mondo. «La prevenzione, la denuncia e il contrasto delle disuguaglianze e della violenza – ha spiegato il presidente Damiano Rizzi, – qualsiasi sia la causa che la genera, sono parte integrante dell’attività di Soleterre, perché salute è giustizia sociale».

L’attrice Alice Valente Visco ha letto alcuni estratti del libro ‘Dio è tornata’ di Vauro Senesi, storico esponente di Soleterre, il quale – oltre a presentarlo in prima persona – ha poi illustrato i risultati raggiunti dalla fondazione quali l’aumento dei tassi di sopravvivenza, il numero delle famiglie accolte, una nuova casa di accoglienza in arrivo. “Dicono che in ogni uomo c’è un pò di Dio. Beh, forse in ogni donna ce n’è un pò di più”, ha detto riferendosi al suo libro. Sono stati inoltre proiettati alcuni video reportage realizzati con Galeazzi e sono state descritte le condizioni di vita dei bambini ucraini tra guerra e malattia vissute in prima persona in missione. “Ho conosciuto due bambini in Ucraina che nonostante debbano combattere con la malattia sono pieni di vitalità”, ha raccontato emozionato.

Infine è stata data notizia della raccolta di 50mila euro di fondi – è attivo il 5×1000 – e si è passati alla consegna della donazione. La giornata si è conclusa col concerto dei ‘Tintilia Boom Boom Blues Band’.

Fonte: MoliseTabloid

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