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Cecilia Strada posta foto con scritta: «Non sco… coi fascisti». E Sgarbi replica: «Nessuno si sacrifica con te»

Scontro via social tra la figlia del fondatore di Emergency e il critico d’arte che è anche assessore regionale in Sicilia. M5s e Claudio Fava chiedono le dimissioni. Ma lui rilancia: «Non me ne vado. Fava? Mi ha chiesto i biglietti per la partita della Juve»

15/02/2018, di Felice Naddeo
Corriere del Mezzogiorno

L’incrocio pericoloso tra sesso e politica ha, stavolta, coinvolto due caratteri troppo forti per non trasformare la contesa in una gigantesca polemica: Cecilia Strada, (la figlia di Gino, fondatore di Emergency) e Vittorio Sgarbi. La genesi da un post pubblicato sui social dalla Strada: «Non scopate con i fascisti. Non fateli riprodurre».

Giusto il tempo di qualche condivisione e alcune centinaia di like, che si è scatenata la controffensiva del critico d’arte (candidato con Forza Italia alle Politiche e assessore in Sicilia). Che ha risposto sempre via social: «La figlia di Gino Strada può stare tranquilla: non troverà fascista che voglia fare sesso con lei, e tanto meno riprodursi in lei; non vorranno darle una gioia, sacrificandosi. La figa è un’altra cosa, e non ha orientamento politico. Per questo faticherà a trovare anche comunisti disposti a fare sesso con lei. Diciamo che la questione non è politica, e finirei qui». Alla disfida si è poi unito l’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Fatelo anche con le comuniste! Anche solo per dar loro una gioia che non hanno mai avuto..», ha detto. Contribuendo in maniera determinante a far crescere ancor più la polemica.

Per evitare che il polverone sollevato dai due post aumentasse a dismisura, Cecilia Strada ha cercato un chiarimento definitivo. «Ma è ovvio che era ironia – ha precisato a Mattino 24 – non è che posso andare a consigliare veramente alla gente con chi andare a letto e con chi no. Non è un tentativo di pulizia etnica come qualcuno ha commentato». Poi su Sgarbi: «Non ha neanche detto una cosa originale, nel senso che ha detto quello che centinaia di commentatori avevano già scritto sulla mia bacheca da due giorni. Rispondere sulle qualità fisiche mie non è una risposta competente da un punto di vista intellettuale. Meglio allora la risposta della Santanché che ha detto “Il problema non è l’amore, l’amore è sempre una cosa bellissima. Il problema è poi quando i bambini crescono perché poi i comunisti se li mangiano”».

Ma se la deriva sessista della polemica si è oramai quasi placata, è lo scontro politico sul caso Strada-Sgarbi a toccare il suo apice. I consiglieri regionali siciliani del Movimento Cinquestelle hanno chiesto al governatore Musumeci di ritirare la delega al critico d’arte e nel frattempo stanno predisponendo una mozione di censura. «La dialettica politica è una cosa, gli insulti coordinati e continuativi altro – hanno detto i pentastellati – Musumeci chieda scusa a nome del governo e gli ritiri la delega di assessore regionale alla Cultura e all’identità siciliana».

Anche il deputato regionale Claudio Fava ha rilanciato le accuse a Sgarbi. «Musumeci decida – afferma – o ritira la delega all’assessore Vittorio Sgarbi oppure, se non è libero di farlo, si dimetta lui». Ed Erasmo Palazzotto, deputato di Leu, rincara la dose: «Ciò che mi sconvolge non è che Vittorio Sgarbi si lasci andare a considerazioni da troglodita, ma che lo possa fare senza che nessuno ponga il tema della sua incompatibilità con la carica di assessore ai Beni culturali in Sicilia».

Ma Sgarbi, nel frattempo, aveva già confermato la sua intenzione a non rinunciare all’assessorato. Anzi, aspetterà l’esito delle elezioni Politiche – il critico d’arte è candidato con Forza Italia – per decidere sul suo futuro. «Qualunque sarà il mio destino penso di sopravvivere come assessore almeno fino a metà maggio, poi si capirà se mi dovrò separare dalla Regione». E a Fava ha replicato a muso duro: «Fava si occupi della sua fidanzata, le trovi i biglietti che mi ha chiesto per andare a vedere la Juventus. Quindi non rompa i co… è ora di finire con questa storia delle dimissioni. Io ho semplicemente commentato una dichiarazione grottesca che è stata criticata da tutti, la signora Cecilia Strada non può fare la razzista, il sesso non si basa sull’ideologia».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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