Le vignette di Vauro

È rinata la sinistra?

04.12.2017 LEFT online
Sinistra, Grasso lancia “Liberi e uguali”

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3 risposte »

  1. Ennesimo gruppo di sinistra che nasce ma che ho paura inciderà poco nel panorama nazionale anche perché nato da un accordo di vertici e bilancini che ha sortito un gruppo dirigente e Grasso, persona degnissima ma in questo caso una specie di foglia di fico. Nulla che nasca dal basso, assenza di base, di discussione e si vada direttamente all’investitura . Siamo passati dal soffocamento del Pd renziano alle luci soffuse virate in rosso sbiadito.

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  2. Siamo a dicembre, e si vota a marzo. È necessario perciò che ciascuno faccia rapidamente i conti coi propri legittimi dubbi. E poi si decida.
    Io auspico che saremo molti e molte ad impegnarci da subito per dar vita ad una vera lista della sinistra antiliberista; una lista che si batta – senza se e senza ma – per la cancellazione del pareggio di bilancio dal dettato costituzionale, per l’abolizione della legge Fornero sulle pensioni, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per la conversione ecosostenibile dell’economia, per il salario di cittadinanza a chi è senza lavoro, per l’uscita dell’Italia dalla Nato, per la disobbedienza ai trattati europei e ai dispositivi dell’austerità finanziaria. Insomma, una lista indirizzata senza tentennamenti alla pubblicizzazione piena dei beni comuni e a sostegno dell’accoglienza solidale dei migranti, sulla base del principio che fuggire dalla fame è lo stesso che fuggire dalla guerra.
    Sono tutte cose di sinistra, chiaramente di sinistra; e non di centrosinistra.
    È esattamente con questo spirito che un po’ di persone e un po’ di strutture politiche e sociali organizzate – Rifondazione Comunista, ma non solo – hanno deciso che non si poteva ingoiare anche stavolta la logica del “meno peggio” e apparentarsi, come niente fosse, con coloro che hanno sì litigato da qualche mese con Renzi, ma hanno anche costantemente condiviso con lui il primato delle logiche del mercato sul valore delle persone. Così, pur senza i riflettori delle TV e gli articoloni dei giornali, migliaia e migliaia di uomini e donne in questi giorni si stanno attivando in prima persona, direttamente.
    È questa la vera novità delle elezioni, non certo quella dei piccoli apparati politici che, gonfiati dai mass media, si sono messi assieme semplicemente per perpetuarsi come tali.
    Di fatto, a sinistra del PD si delineano due proposte politiche distinte: da un lato, c’è chi si muove con la nostalgia del centrosinistra (dimenticando che proprio con Prodi sono cominciate le privatizzazioni e le politiche di smantellamento dei diritti) e si affida, per l’ennesima volta, a un magistrato; dall’altro lato, abbiamo le persone concrete che stanno resistendo sulla trincea della solidarietà e dei diritti, difendendo il lavoro, l’ambiente e ciò che rimane dello stato sociale e contrastando, con pratiche di autorganizzazione e nuova mutualità, la povertà e il razzismo. Quelli fanno le loro conferenze-stampa e i loro comunicati e tutti i giornali ne parlano; questi, invece, organizzano assemblee pubbliche zona per zona e dicono: diamoci da fare, organizziamoci assieme.
    Io sono con loro.
    I tempi sono strettissimi, e la possibilità di costruire una lista elettorale dal basso, caratterizzata da un programma antiliberista e solidaristico, dipende dalla capacità di noi tutti, attivisti politici e di movimento, di superare i dubbi che ci paralizzano e attivarci da subito.
    Come si chiamerà la lista? Forse “Potere al popolo”, forse semplicemente “La sinistra”, forse in altro modo. Lo si deciderà all’interno del percorso che vogliamo e dobbiamo cercare di fare assieme: noi, i tanti e tante singole persone e le tante realtà organizzate che costruiscono cultura critica, opposizione politica, lotte per i diritti e mutualismo sociale.
    Si sta avviando, in sostanza, un processo di ricomposizione politica e di messa in sinergia di tutte le resistenze sociali, culturali e politiche alla logica e ai poteri dominanti, i quali riducono gli esseri umani a merce, calpestano i beni comuni e alimentano le dinamiche perverse del razzismo, del sessismo e del militarismo.
    Dubbi sull’esito? Tanti.
    Ma è tanta anche la speranza di chi non ce la fa proprio più a ragionare con la logica angusta e livida del “meno peggio”. E d’altronde, quando si è perso quasi tutto, non si può avere paura di perdere altro. E se mi guardo attorno, m’accorgo che non sono poi così solo a pensarla in questo modo.
    È perciò con fiducia che sarò a Roma il 17 dicembre, all’assemblea nazionale di questa costituenda lista della sinistra antiliberista.
    Sinistra, lo ripeto. Non centro-sinistra. Nessun ritorno a Prodi, ma una nuova stagione di lotte e di giustizia sociale.
    Per come la vedo io, non c’è qualcosa di antico da tenere in vita, ma un qualcosa di nuovo che va aiutato a nascere…

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  3. Spiacente Vauro non è nata nessuna sinistra. E’ nata una nuova aggregazione di liberal-liberisti secondo il codice di Maastricht. Se fosse nata una sinistra penserebbe a creare una piattaforma anti sistema in difesa del welfare state nato e costruito da F.D.Roosevelt con la consulenza di J.M.Keynes, invece oggi si applicano le ricette di M.Friedmann: “niente STATO tutto ai privati”. Piattaforma EUROSTOP. RISORGIMENTO SOCIALISTA.

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