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Salvini, è la mafia la difesa fai-da-te

Armatevi e morite
di Carmelo Abbate, Pietrangelo Buttafuoco

Sperling & Kupfer 2017 scheda libro

Anton Cechov diceva che se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari. È un principio fondamentale della narrazione: romanzesca, cinematografica, teatrale. Ma non è affatto un artificio di scena: è semplicemente la realtà. Perché, dati alla mano, nella vita accade esattamente la stessa cosa: se c’è una pistola è assai probabile che sparerà; e molte pistole molto spareranno. Il più delle volte nella direzione meno desiderata.

Il mantra della «difesa facile», dei «cittadini con la pistola», non è che illusione e imbroglio, un percorso illogico e irrazionale, che – nella realtà dei fatti e dei numeri, qui esposti in tutta la loro disarmante evidenza – ci rende più nudi, più insicuri, più vittime. Succede in ogni luogo e in ogni ambito in cui la ricetta è stata cucinata.
Abbiamo impegnato secoli di civiltà per guadagnare un valore fondante: lo Stato ha il diritto e il dovere di assicurare la difesa dei cittadini e di provvedere alla loro sicurezza. Non si può che esigerlo. Rinunciarci, per propugnare il «fai da te», è tanto una regressione quanto una follia. Lo slogan dispensato con rassegnata leggerezza: «Visto che lo Stato non ci difende…» non è che illogica e controproducente calata di braghe. Non possiamo che tornare a sottoscrivere ciò che ancora oggi è scolpito sul cornicione della questura di Lecce: «Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nessuno contro lo Stato». Rifuggendo da illusorie scorciatoie.
Chi è di destra, poi, tenga a mente che la difesa «fai da te» non è di destra affatto. E tutti quanti, che una forma compiuta di privatizzazione delle armi gli italiani la conosco già fin troppo bene: si chiama mafia.

ilfattoquotidiano.it

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1 risposta »

  1. se armi il primo cretino, devi armarli tutti….detto in modo piu’ popolaresco, ma è cosi’…occhio x occhio rende tutti gli uomini ciechi, questo lo diceva Gandhi, invece, un leader povero, stracciato con unacapra a seguito ci insegna ancora oggi la via giusta, quella della non-violenza, la piu’ temuta, la piu’ perseguitata…quindi. oramai la via dell’ignoranza, dell’improperio, degli urli è diventata la piu’ seguita, e cosi’, io redo ancora che se qualcuno, qui in mezzo, parlasse piano, sussurrasse…tutti si fermerebbero ad ascoltarlo.

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