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Vauro: Io nella black-list, da M5S progetto di intolleranza.

Solo qualche breve riflessione riguardo all’inserimento delle “Intimidazioni” verso i giornalisti del blog di Grillo nel rapporto di Reporters Sans Frontières sulla libertà di informazione in Italia. Mi permetto di tralasciare obiezioni del tipo “Ma allora Renzi?” ed anche rimandi agli editti bulgari berlusconiani (dei quali, per altro, insieme a Santoro ed a Travaglio fui oggetto). Li tralascio non per sottovalutarne l’importanza e gravità ma perché non credo che limitazioni o tentativi di limitazione della libertà di informazione possano costituire alibi o attenuante per ulteriori istanze repressive, anche se di minor peso, da parte di altre forze politiche. Ed arriviamo al punto; Il M5S è una forza politica di grande rilevanza (probabilmente la prima forza politica italiana) se, come è avvenuto ed avviene il suo leader stila sul blog di riferimento liste di giornalisti sgraditi questo non può in alcun modo essere considerato un fatto “privato”. Grillo non è più “solo” un comico ma è il “Garante” di un movimento politico al quale fanno riferimento centinaia di migliaia di persone. Il messaggio che manda a loro e non solo è di intolleranza verso il dissenso in qualsiasi forma esso si esprima, anche in quella della satira. Sia Elle Kappa che il sottoscritto sono finiti in quella lista. Per quanto mi riguarda lungi da me l’idea di atteggiarmi a vittima. Non è nel mio stile e oltretutto sono convinto che l’essere “sgradito” sia un merito per chi fa satira e valga la pena pagarne il prezzo. Ma sarebbe assurdo pensare e sostenere che azioni di questo tipo siano irrilevanti. In un grande movimento c’è di tutto, non possono quindi mancare fanatici ed esaltati. Per me e non solo la conseguenza fu ed è tutt’ora l’essere stato coperto di insulti e di minacce anche fisiche che Santoro denunciò nel corso di una puntata di Servizio Pubblico. Chi si erge a capo di un movimento che aspira a governare non può non assumersi la responsabilità politica ma anche e sopratutto morale delle scelte di comunicazione che compie ed agisce, anche perché quelle scelte hanno valore di “Progetto”. Potrò non ricordare ma non mi risulta che né Grillo, né Di Battista , né Di Maio o altri esponenti di rilievo del M5S abbiano mai stigmatizzato o preso le distanze dalle esasperazioni liberticide espresse in rete dai loro simpatizzanti. Al contrario le hanno spesso accolte e rivendicate. Non nutro alcun dubbio sul fatto che in Italia ci siano troppi giornalisti genuflessi. Il dubbio che invece ho è che la soluzione sia soltanto cambiare il Santo di Riferimento al quale genuflettersi.

Vauro Senesi
Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2017

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4 risposte »

  1. Chiarissimo articolo,che ogni persona di qualsiasi orientamento politico dovrebbe sottoscrivere perché in esso vengono racchiuse quelle norme e comportamenti appartenenti non solo alla democrazia ma al buon senso civico di ogni individuo . Disconoscerli significa schierarsi apertamente a fianco di dottrine oltre che pericolose ma sopratutto fasciste .Sarebbe ora che tutti i cittadini si rendano conto di questo prima che sia troppo tardi ,basterebbe voltarsi un po’ indietro e guardare la storia : Grillo incarna un sempre meno camuffato fascismo contemporaneo

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  2. Poverini, si ispirano a Rousseau ma non conoscono la grande lezione di Voltaire: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”.

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  3. Vauro, il giornale su cui scrivi questo pezzo ha anche lui una certa responsabilita’ in quello che succede e succedera’ in Italia se il M5S andra’ al potere. E non rispondere con un “ma pero’ pubblicano il mio pezzo” perche’ e’ la stessa cosa del “ma allora Renzi”

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  4. Sono pienamente d’accordo sul fatto che la mamma degli imbecilli sia sepre incinta e che qualche fanatico prenda sempre la palla al balzo per sfogare la sua rabbia con insulti e purtroppo anche con la violenza fisica. Ma non mi risulta che Grillo abbia chiesto mai il licenziamento di un giornalista scomodo per il movimento, mi ricordo benissimo come invece sia lui che di Maio e Di Battista abbiano stigmatizzato e condannato gli eccessi. Poi potro dire che tu giornalista secondo me stai scrivendo delle stronzate? Non posso e non voglio impedirtelo, ma se secondo me mi attacchi in maniera scorretta ti querelo e lo dico, soprattutto se il tuo stipendio per la maggior parte è pagato con soldi pubblici. Io trovo le tue vignette belle quasi sempre, ma credo di essere libero di poterti dire quando non la trovo di mio gradimento, certo che non lo faccio con un manganello in mano, ma lo faccio.

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