Buongiorno Professoressa — Vauro Senesi (edizioni Piemme, 2016)

Vauro Senesi torna a raccontare il mondo della scuola, questa volta giocando con le favole in chiave contemporanea. Perché niente come una fiaba illumina le nostre vite nascoste.

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Buongiorno Professoressa, di Vauro Senesi
Edizioni Piemme, 2016

Di nuovo entro a scuola. Ma questa volta non attraverso la storia vera di un’insegnante. Ci entro dalla porta della fantasia. Perché dove c’è, o dovrebbe esserci, la passione per la cultura la fantasia non può mancare. È dalle storie, anche da quelle antiche come a volte sono le favole, che la fantasia spicca il suo volo leggero nel cielo sopra il reale. Ecco allora che gli insegnanti, gli studenti, un po’ tutti i personaggi di questo mio nuovo libro, gatti compresi, hanno sulle ali un pizzico della polvere magica del fantastico. Vivono e si muovono varcando a tratti il confine tra realtà e fiaba in un gioco a volte allegro e a volte drammatico, che spero sorprenda chi lo segue. La sorpresa è un auspicio e una speranza. La speranza che la nostra scuola tanto bistrattata sia ancora capace di sorprendere i ragazzi e le ragazze aprendo davanti ai loro occhi panorami nuovi e sempre più ampi. Un pizzico di polvere magica sulle loro ali perché possano spiccare il volo verso la vita. Vauro Senesi

Marina è dolce, romantica, indocile, e ha una doppia vita: per i colleghi e gli studenti è un’insegnante capace, entusiasta, che vive il suo lavoro come una serissima e meravigliosa missione. Ma di sera, quando rientra nella casetta che divide con l’anziana madre e un’adorabile tribù di gatti, entra in una dimensione misteriosa che solo lei conosce: quella delle fiabe, di cui è da sempre un’appassionata lettrice. È il suo mondo magico, in cui si immerge per rigenerarsi e tornare più forte a una quotidianità forse troppo solitaria.
Ma la magia è un fenomeno strano, imprevedibile, può persino succedere che, senza preavviso, fuoriesca dalle pagine dei libri e inondi di raggi colorati la vita di tutti i giorni. A volte basta poco: anche un caleidoscopio trovato su una bancarella e una cravatta sgualcita possono diventare oggetti incantati. E trasformare goffe ragazzine in sfavillanti principesse, evocare inquietanti gatti neri, far sbocciare amori impensati. O addirittura restituire a vecchi bambini disillusi il loro antico, fanciullesco spirito di burattino.

Leggi il primo capitolo

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Recensioni

Il Fatto Quotidiano
20/10/2016

« “LA SCUOLA È UNA FAVOLA”. Come no! Giornalista, scrittore ma noto soprattutto come disegnatore satirico, Vauro Senesi torna al racconto – della scuola per l’appunto – per popolarla di magia. Cosa fa una professoressa dopo il suono della campanella? Dove va a rinchiudersi per riapparire praticamente identica a se stessa il giorno seguente? Come passa il suo tempo prima di quel “buongiorno” che le danno i suoi alunni?
A SVELARE i retroscena della sua vita è l’insegnante Marina, protagonista di Buongiorno professoressa – Vauro Senesi (Edizioni Piemme), eterna figlia che condivide ancora casa con l’anziana madre e padrona di gatti dagli improbabili nomi dei sette nani di Biancaneve che le impediscono finanche di leggere le sue amate fiabe riportandola ogni volta alla cruda realtà. Realtà che non è però quella delle aule in cui ragazzine svogliate si trasformano in principesse, della stanza professori che sembra una cripta, dell’amore impensato con un collega: ma il magico mondo di Marina, fatto di improvvise citazioni di poesie di Leopardi, imboscate di un gatto nero e tutto ciò che di magnifico la sua fantasia sia in grado di partorire.
Intorno a lei Vauro declina un mondo, quello dell’insegnamento, fatto anche di sudore, di lettere di richiamo, di schiamazzi che non finiscono con la ricreazione, di verifiche improvvise e rimbrotti degli studenti, intrecciando la storia della protagonista con quella di Stagni, il collega prof e Pino, maestro alla scuola elementare C.
Ma il mondo dei corridoi scolastici si riassorbe continuamente in un effetto dissolvenza per l’intero romanzo per lasciare che Marina ritrovi la sua fiaba.
Dopo “Storia di una professoressa”, Vauro ci fa sorridere mettendoci davanti al caleidoscopio – come quello tanto amato dalla professoressa – che come una macchina del tempo ci fa rivivere gli anni della scuola.
Anche perché nella vita della prof dalla fervida immaginazione non c’è altro che quella, come lei stessa confessa: “È la scuola, casa mia”, almeno per gran parte della sua esistenza.
ALMENO FIN TANTO che tra incipit, finali interrotti e citazioni, la vita non la sorprende sotto forma di gatto nero, di un uomo o di due uomini. E allora ecco laverà sorpresa inimmaginabile: “In casa di Marina le favole si sono diradate di pari passo con il prolungarsi della sua relazione con Stagni. Ci sono volte, poche per la verità, in cui non rientra affatto e si ferma da lui. Altre più frequenti, in cui torna a notte fonda e sua madre sta già dormendo. L’anziana donna ha capito che la figlia ha una storia, anche se non le ha mai domandato niente”. »

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3 Comments Add yours

  1. Enza ha detto:

    Grazie Vauto!

    Mi piace

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