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“Ucraina: le maschere della rivoluzione” — 2016 (sub-ITA) VIDEO

Se vi va di andare oltre gli slogan. Vauro

1 FEBBRAIO 2016 | CANAL+ (Francia)
«Ukraine, les masques de la révolution» Spécial Investigation

Documentario francese* del 2016 sottotitolato in italiano, sulla rivoluzione ucraina, le devianze neonaziste e il diretto coinvolgimento degli Stati Uniti. Il video è stato vietato in Ucraina e nessun media occidentale l’ha riproposto” (Lafionda)

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* 28/06/2016 — Canal+/ reportage «Ukraine, les masques de la révolution» dans «Spécial Investigation» du 1er février 2016 : réponse aux plaignants

Le Conseil supérieur de l’audiovisuel a été alerté au sujet du reportage «Ukraine, les masques de la révolution» de l’émission Spécial Investigation diffusée le 1er février dernier sur Canal+, et son potentiel caractère propagandiste en faveur de la cause pro-russe dans le conflit en Ukraine. L’article 8 de la convention de Canal+ prévoit que «les journalistes, présentateurs, animateurs ou collaborateurs d’antenne veillent à respecter une présentation honnête des questions prêtant à controverse et à assurer l’expression des différents points de vue». Dans sa séance du 4 mai 2016, le Conseil supérieur de l’audiovisuel a considéré que la diversité des points de vue était assurée, compte tenu du large choix d’intervenants dans ce reportage, et qu’en vertu du principe de liberté éditoriale, Canal+ pouvait aborder ce sujet sous l’angle de son choix. En conséquence, aucun manquement lié à ce reportage n’a été relevé. Le Conseil supérieur de l’audiovisuel a répondu en ce sens aux plaignants, révèle une décision du Conseil publiée sur son site internet. FONTE

Grazie lafionda.com

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2 risposte »

  1. c’è da aver paura , stiamo armando i nazisti , un domani i nostri figli e nipoti ci ringrazieranno per avere atto tornare questi criminali . I peggiori sono quelli che li hanno pagati e hanno fatto finta di non vedere dovrebbero marcire in prigione cono loro i veri criminali

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  2. Quale “rivoluzione ucraina” c’era nel 2016? Nel 2016 il presidente Ucraino era Petro Oleksijovyč Porošenko eletto presidente il 25 maggio 2014, ricevendo il 54,7% dei voti espressi al primo turno, vincendo così a titolo definitivo ed evitando il ballottaggio. Durante la sua presidenza, Poroshenko ha guidato il paese attraverso la prima fase della crisi russo-ucraina, spingendo le forze ribelli più in profondità nella regione del Donbass. La politica interna di Poroshenko ha promosso la lingua ucraina, il nazionalismo, il capitalismo inclusivo, la decomunizzazione e il decentramento amministrativo. Nel 2018, Poroshenko ha contribuito a creare la Chiesa ortodossa autocefala dell’Ucraina, separando le chiese ucraine dal Patriarcato di Mosca. La sua presidenza è stata distillata in uno slogan di tre parole, impiegato sia dai sostenitori che dagli oppositori: “armiia, mova, vira” (ovvero: militare, lingua, fede). Come candidato per un secondo mandato nel 2019, Poroshenko ha ottenuto il 24,5% al secondo turno, venendo sconfitto da Volodymyr Zelens’kyj eletto con il 73,22% dei voti. Non c’era un vero consenso nella comunità di esperti sul perché Poroshenko avesse perso, con opinioni che andavano dall’opposizione all’intensificarsi del nazionalismo, all’incapacità di arginare la corruzione, all’insoddisfazione delle regioni di lingua russa trascurate con la sua presidenza, all’insoddisfazione per gli intensi conflitti di Poroshenko con altri politici filo-occidentali, come l’ex presidente della Georgia Mikheil Saakashvili e l’ascesa del filo-russo Viktor Medvedčuk; Radio Free Europe/ Radio Liberty e l’attivista anti-corruzione Denys Bihus hanno accusato Poroshenko e Medvedchuk di “lavorare segretamente insieme”. Porošenko è stato uno dei più stretti collaboratori durante l’avvelenata campagna elettorale del presidente Juščenko, il quale è il padrino delle sue figlie. Fu il primo finanziatore della sua campagna e della Rivoluzione arancione, che lo portarono alla presidenza. Pertanto appena proclamato presidente, Juščenko lo nomina segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell’Ucraina. In questi anni tuttavia entrò spesso in conflitto con l’allora primo ministro dell’Ucraina Julija Tymošenko, anche lei vicinissima al presidente sulla privatizzazione delle imprese stradali. Porošenko fu accusato di aver favorito l’amico magnate ucraino Viktor Pinčuk nell’acquisto di una fabbrica di ferro per soli 70 milioni di dollari invece che 1.000 milioni. A causa degli scandali il presidente Juščenko ha dimissionato l’intero governo, compreso Tymošenko e Porošenko. Tra marzo e dicembre 2012 entra nel governo Azarov del presidente filo-russo Yanukovich. È stato uno dei pochi politici ucraini ad andare in Crimea per sollecitare un compromesso che evitasse il referendum di annessione alla Russia parlando direttamente nel parlamento di Crimea venendo interrotto dalle proteste. Il 25 maggio è eletto presidente dell’Ucraina al primo turno con il 54,7%, venendo invece le elezioni boicottate in Crimea e nelle autoproclamate repubbliche di Luhans’k e Donec’k. La sua posizione espressa in campagna elettorale è volta ad una politica di dialogo con la Russia nel rispetto della sovranità e integrità dello Stato dell’Ucraina. Il 27 giugno 2014 il presidente dell’Ucraina Porošenko ha firmato l’accordo di associazione tra UE e Ucraina (causa dello scoppio di Euromaidan) definendolo “un giorno storico” insieme ai presidenti di Georgia e Moldavia, ribadendo inoltre l’intenzione di Kiev di entrare nella NATO. Il 16 settembre, il Parlamento europeo ha ratificato a stragrande maggioranza con 535 sì, 127 no e 35 astenuti la sottoscrizione che è entrata in vigore dal 1º gennaio 2016. Il 5 maggio 2015 ha promulgato diverse leggi sui monumenti commemorativi tra cui la rimozione di tutti i monumenti comunisti entro sei mesi, nonché l’obbligo di rinominare qualsiasi strada o spazio pubblico con un riferimento al comunismo, e punire la promozione delle idee comuniste lasciando però le 3 statue di Stepan Bandera. Le leggi non fanno distinzione tra il regime nazista e quello sovietico e includono una condanna dei loro simboli e della loro propaganda. Esse prevedono anche il riconoscimento da parte del paese di chiunque abbia combattuto per l’indipendenza dell’Ucraina durante il XX secolo, compresa l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) e l’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), che ha preso parte allo sterminio degli ebrei in Ucraina e ha massacrato decine di migliaia di polacchi durante la seconda guerra mondiale. Entrambe le organizzazioni sono ora onorate con un tributo nazionale il 14 ottobre. Nel 2015, con quasi tutte le posizioni di responsabilità detenute dai suoi sostenitori, le sue azioni sono state ampiamente contestate e il suo indice di popolarità è sceso sotto il 20%. Negli ultimi due anni del suo mandato, l’Istituto Gallup riferisce che l’Ucraina ha la più bassa fiducia nel suo governo al mondo. La sua fortuna è aumentata di 400 milioni di dollari tra il 2012 e il 2020, mentre il paese sprofondava nella crisi economica. Quanto al suo amico filo russo Viktor Volodymyrovyč Medvedčuk politico, imprenditore e oligarca ucraino dal 2019 deputato del Popolo dell’Ucraina, presidente del partito filorusso Scelta Ucraina, amico di Vladimir Putin e contrario all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. In Ucraina, Medvedčuk è considerato un alleato del presidente russo Vladimir Putin, che ha definito “un amico personale”. Putin è il padrino della figlia di Medvedčuk. Il 19 febbraio 2021, il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina ha incluso Medvedčuk e sua moglie nell’elenco delle sanzioni ucraine, a causa di un presunto finanziamento del terrorismo. L’11 maggio 2021 il procuratore generale dell’Ucraina ha accusato Medvedčuk di tradimento e tentato saccheggio di risorse nazionali nella Crimea (annessa alla Russia, ma riconosciuta a livello internazionale come ancora facente parte dell’Ucraina). Medvedčuk era agli arresti domiciliari. Evaso dagli arresti domiciliari a febbraio 2022, in concomitanza con l’invasione russa, il 12 aprile 2022 è stato catturato e arrestato dalle forze militari ucraine con indosso una uniforme mimetica ucraina. A seguito di questo evento, Volodymyr Zelensky ha proposto alla Russia di consegnare l’oligarca, in cambio della liberazione di ucraini prigionieri delle forze russe. Il padre di Medvedčuk, Volodymyr Medvedčuk durante l’occupazione dell’Ucraina da parte della Germania nazista, lavorò per l’amministrazione tedesca in un campo di lavoro dall’aprile 1942 al novembre 1943. La sezione prevedeva la deportazione forzata dei giovani ucraini normodotati locali per lavorare nella Germania nazista. Dopo la ritirata delle forze tedesche, Volodymyr Medvedčuk fu arrestato dallo SMERSH il 7 agosto 1954 e condannato a otto anni di reclusione e quattro di esilio in Siberia “per partecipazione ad attività nazionalistiche ucraine”. Il figlio ha affermato che suo padre era membro dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini. Secondo la sua accusa giudiziaria sovietica, Volodymyr Medvedčuk si era “unito all’organizzazione controrivoluzionaria dei nazionalisti ucraini” nell’aprile del 1942. Nel 1979, Medvedčuk era l’avvocato del poeta dissidente Yuriy Lytvyn. Nella sua ultima parola in tribunale il 17 dicembre 1979, Lytvyn descrisse il lavoro di Medvedčuk come avvocato in questo modo: “La passività del mio avvocato Medvedčuk in mia difesa non è dovuta alla sua volgarità professionale, ma alle istruzioni che ha ricevuto dall’alto e alla sua subordinazione: non osa rivelare il meccanismo secondo il quale le provocazioni sono state attuate contro di me”. Lytvyn fu condannato e morì in prigione. Nel 1980, Medvedčuk fu nominato avvocato nel processo a Vasyl Stus. Secondo la testimonianza di persone vicine a Stus (sua moglie e l’amico Yevgeny Sverstyuk), Stus rifiutò di essere difeso da Medvedčuk, perché “sentì immediatamente che Medvedčuk era una persona aggressiva tipo Komsomol, non lo proteggeva, non voleva capirlo e, di fatto, non era interessato ai suoi problemi”. Tuttavia, Medvedčuk rimase l’avvocato di Stus nonostante le proteste del suo cliente. L’appello di Medvedčuk al processo Stus fu questo: “ tutti i crimini di Stus meritano di essere puniti, ma chiede di prestare attenzione al fatto che Stus, lavorando nel 1979-1980 nelle imprese di Kiev, ha rispettato la norma; inoltre, ha subito una grave operazione allo stomaco”. Secondo gli avvocati ucraini Roman Titikalo e Ilya Kotin, Medvedčuk sembra aver riconosciuto la colpevolezza del suo cliente Stus durante il processo. In tal modo, (l’avvocato) Medvedčuk ha violato il suo dovere professionale poiché sembrava rifiutarsi di difendere Stus, il che ha gravemente violato il diritto di Stus alla difesa in tribunale. Stus morì dopo aver dichiarato lo sciopero della fame il 4 settembre 1985 a Perm-36, un campo di lavoro forzato sovietico per prigionieri politici. In un’intervista del 2018 con The Independent, Medvedčuk ha affermato che non avrebbe potuto operare diversamente: “Stus ha denunciato il governo sovietico e non lo ha considerato legittimo. Ognuno decide il proprio destino. Stus ammise di essere stato un agitatore contro il governo sovietico. Fu giudicato colpevole dalle leggi dell’epoca, sfortunatamente, è morto”. Nel 1985, è stato avvocato al processo del poeta Mikola Kuntsevich. Secondo le memorie di Kuntsevich, Medvedčuk “ha versato più sporcizia su di lui che sul pubblico ministero”. Dopo che Medvedčuk ha chiesto alla Corte di respingere una delle mozioni di Kuntsevich, lo ha sfidato e ha ripetuto la sfida più volte, ma ogni volta la Corte l’ha respinta. Nella sua ultima parola, Medvedčuk ha detto: “Sono completamente d’accordo con il compagno procuratore nel determinare la sentenza. Ma, per ragioni a me incomprensibili, il compagno procuratore ha dimenticato che l’imputato non aveva ancora lasciato un anno e nove mesi dal mandato precedente. Ritengo necessario aggiungere questo periodo alla nuova punizione”. Questa richiesta è stata accolta dal tribunale. Il 19 febbraio 2021, il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina ha incluso Medvedchuk e sua moglie, Oksana Marchenko, nella lista delle sanzioni ucraine, a causa del finanziamento del terrorismo. È stato affermato che stava incanalando denaro dalla sua raffineria con sede in Russia ai separatisti delle sedicenti Repubblica popolare di Donetsk e della Repubblica popolare di Luhansk nell’Ucraina orientale. Le sanzioni hanno congelato i beni di Medvedchuk e di sua moglie per tre anni e hanno impedito loro di fare affari in Ucraina (la maggior parte dei beni di Medvedchuk sono stati registrati sotto il nome di sua moglie). L’11 maggio 2021, Medvedchuk e il collega della Piattaforma di opposizione – Per la vita- Taras Kozak, sono stati nominati come sospetti per presunto alto tradimento e sfruttamento illegale delle risorse naturali nella Crimea ucraina annessa alla Russia. Nel 2021, l’ex presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko è stato nominato come co-sospetto nel procedimento penale contro Medvedchuk. Medvedchuk e il suo socio in affari Kozak hanno denaro nelle banche bielorusse, che sono controllate dai soci in affari del presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko. Il 12 aprile 2022, il servizio di sicurezza dell’Ucraina ha arrestato Medvedchuk in “un’operazione speciale multilivello fulminea e pericolosa”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha pubblicato una foto di Medvedchuk in manette con indosso un’uniforme militare ucraina. Lo yacht da 93 metri, del valore di 200 milioni di dollari di Medvedchuk, il Royal Romance, è stato sequestrato nel porto croato di Fiume nel marzo 2022. Quanto a LaFionda ho letto nel suo sito un “Manifesto con l’elencazione dei valori e dei principi che fanno premessa ideale al sito e a tutto ciò che vi viene pubblicato”; una elencazione che sarebbe in toto approvata dal senatore Pillon. E adesso andata a prendere dal sito di una associazione omofoba una storia che riguarda in nessun modo l’ Euromaidan e nemmeno l’attuale Ucraine e il presidente Zelensky. Che lo vogliate ammettere o no non mi importa, non mi importa niente; non siete pacifisti e/o buonisti; in tutto e per tutto state, insieme all’Anpi, dalla parte del massacratore. Travaglio mi ha sempre fatto schifo, adesso mi fa schifo pure Lei “signor” Senesi; ma andate nelle fosse comuni di Putin.

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