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Antologia “TUTTO VAURO. Sessanta mi dà tanto” (edizioni Piemme, 2015)

Da IL MALE a Cuore, dai quotidiani alla TV, la più grandiosa antologia mai realizzata, con oltre 1300 vignette!

Per qualche settimana è stato di gran moda gridare Io sono Charlie, soprattutto tra potenti, potentini e potentati. Tutti Charlie. Per poi rimangiarselo, ovviamente, alla primissima convenienza. Verrebbe da citare una memorabile prima pagina di Cuore: hanno la faccia come il culo. Non bisogna crederci. La verità è che essere Charlie non è per niente facile, è roba da pochi. Vauro è Charlie da sempre.

Sessant’anni di età, quaranta di carriera. Tanta vita e tanto inchiostro sono corsi da quando ha cominciato a raccontare il mondo in satira. Da Il Male a Cuore, da Boxer a Linus, da Il Manifesto a Il Fatto Quotidiano, da Sciuscià a Servizio pubblico, Vauro ha continuato a fare il suo mestiere: prendere per il culo il potere in ogni sua forma – a partire da quel piccolo potere che ciascuno coltiva dentro di sé – sfidando conformismi, querele e inni di indignazione.

Per la prima volta, una monumentale antologia raccoglie ora in oltre 1.300 vignette – anche a colori – il mondo e l’opera di uno dei più grandi autori satirici italiani. Dai palazzi profani a quelli sacri, dai fronti di guerra («lo scandalo peggiore nella storia di un’umanità che di schifezze ne ha viste tante») ai mille caravanserragli della quotidianità, il gioco libero di Vauro incrocia cuore, testa e budella restando fedele alla musa dell’inopportunità. Per non farsi intrappolare dalla museruola dell’opportunismo.

Quarant’anni di politici, prelati, papi, militari, capi di stato, capoccia, santoni, caporali e gente comune raccontati dal suo pennarello acuminato, che disegna a suon di sberleffi una contro-storia capace di farci ridere a crepapelle e farci incazzare di brutto. Di indignarci e di far pensare. E a volte persino di commuovere.
Come solo la grande satira sa fare.

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Vauro Senesi è nato a Pistoia nel 1955 e vive a Roma. Ha iniziato la sua produzione di disegnatore satirico alle elementari, dal banco in corridoio in cui la maestra l’aveva relegato per punizione. Da allora non ha mai smesso. Dopo aver collaborato nel 1976 con la rivista Help, nel 1977 ha partecipato sotto la guida di Pino Zac, alla fondazione de Il male, rivista cult della satira italiana, che ha fatto rivivere nel 2011 con la complicità di Vincino. Ha lasciato il segno su molte testate, da Satyricon di Repubblica a Cuore, da Smemoranda a Boxer, da Linus a Nigrizia, da L’Echo des Savanes a El Jueves, dal Manifesto (per oltre 25 anni) al Corriere della sera e al Fatto quotidiano.

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