Libri

“ONDA PAZZA” Peppino Impastato e la Redazione di Radio Aut — Prefazione di Vauro Senesi (Stampa alternativa, 2008)

Corre l’anno 1977 quando Peppino Impastato fonda, assieme a un gruppo di compagni, Radio Aut, per proporre controinformazione e denuncia: “Aut” come autonoma (da Autonomia Operaia) e con un richiamo all’inglese “out”, fuori dagli schemi comunicativi imposti dal potere. La trasmissione più significativa è “Onda Pazza”, da cui il titolo del libro curato da Guido Orlando e Salvo Vitale, con l’introduzione di Vauro, e ha come epicentro la denuncia esplicita della mafia e delle sue connessioni politiche utilizzando un’arma non convenzionale: lo sberleffo. Nel DVD allegato al libro, le otto puntate con la viva voce di Peppino Impastato, l’ultima delle quali registrata poco prima del suo assassinio”. (Dolcevita)

ONDA PAZZA, di Peppino Impastato e la Redazione di Radio Aut
Otto trasmissioni satirico-schizofreniche – A cura di Guido Orlando e Salvo Vitale
Prefazione di Vauro
Stampa Alternativa, 2008
Libro + Dvd

“Il gruppo dirigente […,] nello scacchiere politico locale come su quello nazionale, si pone come un’associazione di tipo mafioso, non solo e non tanto per la convergenza di mafia e di clientele parassitarie che è riuscito a suscitare e ad aggregare attorno a sé, quanto per il modo stesso, banditesco e truffaldino, di concepire ed esercitare il potere”. Così diceva Peppino Impastato descrivendo una realtà non dissimile da quella odierna.
Oggi che le collusioni fra potere politico e criminalità mafiosa appaiono in tutta la loro evidenza assumono un valore quasi profetico anche le trasmissioni di Onda Pazza, spesso paradossali e divertenti ma sempre cariche di verità. Peppino Impastato fu tra i protagonisti di questa piccola radio capace di denunciare senza autocensure le istituzioni politico-economiche della provincia siciliana colluse con la mafia.
Quando, il 9 maggio 1978, il corpo senza vita di Aldo Moro, prigioniero delle Brigate rosse, venne ritrovato a Roma in via Caetani, L’eCLATANTE notizia relegò in secondo piano il delitto mafioso di cui fu vittima Impastato. i resti DI PEPPINO furono trovati, nella notte tra l’8 e il 9 maggio, sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.
Nel DVD allegato le otto puntate di Onda Pazza con la viva voce di Peppino Impastato, l’ultima delle quali registrata poco prima del suo assassinio.

 

Leggi anche

Onda pazza – Guido Orlandi e Salvo Vitale – DolceVita (06/06/2018)

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Recensioni

REPUBBLICA.IT
I CENTO PASSI – di Dario Olivero
Voi potete dire, scrivere e documentare ogni abuso, sopruso o crimine di un boss mafioso o di un uomo che a quel potere deve il suo potere. Ogni parola non farà che aumentarne l’orgoglio che deriva dall’impunità. Passerà qualche guaio giudiziario, inciamperà in qualche inchiesta, sarà costretto a dimettersi da qualche incarico, finirà latitante. Non importa: da buon generale o da buon soldato affronterà le ferite con onore e, ammirati, i suoi sodali gliene daranno atto. Ma una cosa non si può fare. Una cosa non è ammessa per nessuna ragione. Che li prendiate in giro, che qualcuno si permetta di pensare che si può ridere di loro. Anni 1976, ’77 e ’78. Cinisi, due passi da Palermo, feudo di don Tano Badalamenti, morto in carcere nel 2004 senza mai dire una parola e per questo probabilmente morto carico d’onore. Un gruppo di ragazzi e una radio libera, Radio Aut. Solo che invece di vivere in Emilia e appassionarsi alla musica che arriva dal mondo libero, vivono a Cinisi. Li guida Peppino Impastato che inventa Onda Pazza: un mix micidiale tra gag, dialoghi surreali, denunce documentate sull’ultima speculazione edilizia, attacchi ai partiti che si dividono la torta degli appalti (opposizione compresa). Ma soprattutto satira. Rideva di loro, Peppino. Faceva ciò che non si può. Sappiamo come è andata a finire, Impastato è stato assassinato nel maggio di trent’anni fa. Ora Stampa Alternativa ha raccolto in un Dvd (più libro con le trascrizioni) otto di quelle trasmissioni. E’ un documento storico eccezionale, si intitola Onda Pazza, a cura di Guido Orlando e Salvo Vitale.

IL BOLOGNA (e altre testate del gruppo E-polis)
di Daniele Barbieri
Trent’anni fa. Nella notte fra l’8 e il 9 maggio del 1978 il corpo di Peppino Impastato viene trovato, dilaniato da una carica di tritolo, sui binari della Palermo-Trapani. Attentato terroristico fallito dicono gli inquirenti. Il caso è archiviato come suicidio, poi nel 1984 si attribuisce il delitto a «ignoti» mafiosi e di nuovo, nel ’92, si archivia. Ma nel ’94 una petizione popolare chiede che l’inchiesta venga riaperta. Le indagini ripartono. Vengono incriminati i mafiosi Tano Badalamenti e Vito Palazzolo: il primo sarà condannato all’ergastolo, il secondo a 30 anni in due distinti processi fra 2001 e 2002. Intanto, il 31 agosto 2000, a Venezia viene proiettato «/I cento passi/» che ne racconta la storia: un successo inatteso, choccante.
In questi giorni Stampa Alternativa pubblica un libro e cd con i testi di «/Onda pazza/», la trasmissione messa in onda da Peppino Impastato e dalla redazione di Radio Aut. Quasi certamente fu il coraggio, accompagnato spesso dallo sberleffo, di quelle trasmissioni che indusse i mafiosi a ucciderlo. «Avevamo fatto venir meno uno dei codici più ferrei della cultura mafiosa, il “rispetto” verso “l’uomo di onore” e quanti detenevano potere. /U rispettu è misuratu: cu lu porta l’havi purtatu/, spiega un proverbio siciliano»: così ricorda Salvo Vitale, co-autore del libro e attivo in Radio Aut. Macchè rispetto. La voce di Impastato ripeteva una verità indicibile: «La mafia è un montagna di merda».

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