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Filippo Facci condannato in primo grado per diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale nei confronti della minoranza rom e sinta

15/09/2021 — COMUNICATO STAMPA dell’Associazione Upre Roma — Il giornalista Filippo Facci condannato in primo grado per diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale nei confronti della minoranza rom e sinta

Stamattina il tribunale di Milano ha condannato a 5 mesi di carcere e a un risarcimento di 10.000 euro per l’associazione UPRE ROMA che lo ha chiamato in causa per le dichiarazioni rese nella trasmissione televisiva “Quarta repubblica”, nella quale affermava, tra l’altro, che “non esiste la cultura rom”, che “i rom non si possono integrare” e si poneva la domanda retorica “esite un rom che abbia in programma di essere onesto in questo Paese?”. (continua sotto)

15 aprile 2019, Rete 4 Quarta Repubblica — Facci vs Vauro sui rom: “Non si possono integrare”-“Sei un cretino!”

(…) Le offese alla più grande minoranza in Italia, tuttora non riconosciuta, non sono solo gravi ma feriscono e umiliano un’intera comunità di donne uomini e bambini ai quali la vita è resa già abbastanza difficile dal pregiudizio che ne limita l’accesso ai servizi, al lavoro, a un’istruzione adeguata. (continua sotto)

L’associazione Upre Roma ringrazia l’avvocato Gilberto Pagani che ha patrocinato con convinzione e partecipazione la causa e si augura che sentenze come questa aprano una riflessione tra chi ha la grande responsabilità di informare i cittadini e aiutarli a osservare la realtà senza il velo della discriminazione e del pregiudizio.

Grazie per l’attenzione.

5 risposte »

  1. Questa gente non vuole l’integrazione perché è più facile creare capri espiatori su cui volgere l’ odio e la rabbia popolare…

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  2. Invece di predicare tolleranza in un paese dove c’è n’è fin troppa… Cari vauristi, abbiate il coraggio di condannare e combattere la deportazione dei musulmani uiguri della vostra cara e comunista Cina…vi è facile battere sempre sul molle!

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  3. Alla fine fare di un erba un fascio non fa che creare vittime innocenti. Una denuncia più che meritata, una sentenza adeguata.

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